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Edgardo Donato

1897 Buenos Aires - 1963 Buenos Aires
Musicista, violinista, direttore d'orchestra e compositore

Cenni biografici

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Figlio di una coppia di italiani; il padre, Ernesto Donato, fu un suonatore di mandolino e violoncello e seguì la via della musica per tutta la vita. Morì infatti lavorando come direttore d'orchestra a Montevideo.
Crebbe e si formò in una famiglia di artisti, 8 fratelli infatti, tre dei quali furono musicisti. Ascanio fu violoncellista e compositore, Osvaldo, pianista e compositore Edgardo Felipe Valerio, violinista.

Dal 1899 a Montevideo, dove la sua famiglia si trasferì quando aveva 2 anni.
Cominciò gli studi musicali all'età di dieci anni con il padre e poi presso il conservatorio Franz Liszt; a 21 anni collaborò con il padre nella stesura di molti testi con un impegno e forse una rigidità eccessivi, che male si sposarono con il suo carattere allegro e divertente (caratteristiche che mantenne anche nel suonare il violino).
Fu presto libero dal giogo del padre ed entrò nell'orchestra di Negro Quevedo, un bandoneonista argentino, dove al pianoforte suonava Enrique Delfino.

Nel 1919 entrò a far parte dell'orchestra di Carlos Warren, la prima nel paese che suonava jazz.
In alcuni spettacoli l'orchestra si alternò con quella di Eduardo Arola e fu in queste occasioni che ebbe modo di conoscere il violinista Roberto Zerrillo.

Con Warren viaggiò a Buenos Aires e si esibì nel cabaret Tabarís, di lì a breve i suoi successi di compositore, il primo fu "Julián" (dedicato al direttore uruguaiano Julián González) nel 1922.
Negli anni fece conoscere altri brani che aumentarono la sua popolarità, come "Puras plumas", "Corazoncito de oro", "Beba" e "Muchacho".

Nel 1925 si stabilì a Buenos Aires integrando l'orchestra di Adolfo Carabelli e quella del cinema Select Buen Order (che fu la prima sala con orchestra di fondo per film muti).

Poco dopo compose il brano che sarebbe stato uno tra i tanghi piú rappresentativi del genere della storia, "A media luz". "Composi A Media Luz durante un viaggio in tram", raccontò l'autore.

Nel 1927 tornò a Montevideo e formò con l'amico Zerrillo una prima orchestra costituita da Héctor María Artola, Juan Turturiello e Héctor Gentile ai bandoneones; Armando Julio Piovani (che ha anche cantato), Edgardo Donato e Roberto Zerrillo ai violini; il fratello Osvaldo Donato al pianoforte; Ascanio (un altro fratello) al violoncello e A. Bancalá al contrabbasso.

Con questa formazione suonò nel café Avenida, nell'hotel Carrasco, nei teatri Urquiza e Solís, nel cinema Parlante e nel cabaret Chantecler, con notevole successo.
Si trasferirono a Bueno Airs contrattati da Agustín Álvarez, per suonare nel cinema Select Lavalle, dove rimasero fino al 1930 sotto il nome di Orquesta Típica Criolla Donato-Zerrillo e furono pubblicizzati «Los 9 Ases del Tango, la más formidable orquesta típica criolla que jamás se ha escuchado» (I 9 assi del tango, la piú formidabile orchestra tipica creola mai ascoltata).

Si unì all'ochestra il cantante Luis Díaz e cominciarono le registrazioni il marchio Brunswick.
Accompagnarono le voci di Azucena Maizani e di Agustín Magaldi.

Donato si divise da Zerrillo nel 1931,a causa del suo viaggio in Spagna con la Maizani, continuò da allora la sua carriera per proprio conto.

Registrò, successivamente, per le case Brunswick, Victor e Pampa, coi coristi Juan Alessio, Antonio Maida, Félix Gutiérrez, Romeo Gavio (Gavioli), Alberto Lagos, Alberto Podestá, Carlos Almada ed altri.

Nella sua orchestra cantarono famose voci come Luis Díaz, Antonio Rodríguez Lesende, Carlos Viván e Teófilo Ibáñez, Antonio Maida, Hugo del Carril, Horacio Lagos, Lita Morales e l'uruguaiano Romeo Gavioli (Gavio).

La sua seconda orchestra andò avanti fino al 1945 fino a quando il fratello Osvaldo non sottrasse dei membri per formare una sua orchestra.

Formò quindi un'altra orchestra integrando i famosi bandoneonisti Ernesto Rossi (Tití) e Julián Plaza.
Il primo violino fu Rolando Curzel e al pianoforte Bernardo Blas.
Questa orchestra produsse molti brani da ballo, in accordo con il suo temperamento allegro e distratto e senza grandi pretese.

Raccontò di lui la figlia: "Donato era un tipo distratto e allegro, dicevano di lui che viveva sulla luna, come quella volta che chiacchierando sul tram con un amico, scese dalla vettura scordandosi completamente di sua moglie che rimase sul tram".

O ancora si racconta di quando, ascoltando il cantante Adolfo Rivas che cantava in una sala d'incisione, disse che avrebbe voluto averlo nella sua orchestra, scordandosi che il cantante stava incidendo proprio per lui.

Donato compose oltre duecento brani, alcuni dei quali sono ad oggi dei veri e propri classici del tango, come ad esempio "A media luz", uno dei tanghi piú famosi al mondo (questa é la versione del 1941, cantata da Horacio Lagos), "El huracán", probabilmente uno dei suoi migliori tanghi, "Muchacho" e "Venite conmigo" con i testi di Celedonio Flores, "Por mi viejita", "Se va la vida", "El acomodo".

Musicalità

La prima fase della sua attività musicale nell'orchestra Donato-Zerrillo fu caratterizzata da un fraseggio musicale piú lento e contenuto, dove gli strumenti solisti non furono mai protagonisti della scena.

Nell'orchestra successiva ebbe un fraseggio piú dinamico, con evidenti suoni di bandoneon ed interventi dello stesso Edgardo Donato al violino.

La musica dell'orchestra di Edgardo Donato risalta per l'eleganza dei suoi tracciati melodici - in cui spiccano gli archi - e per la ricchezza ritmico-melodica.

A queste caratteristiche si aggiunga la maestria dei suoi cantanti che spesso duettarono in maniera superba.